La trasformazione da Bernardino a St. Bernardin Resort - Hoteli Bernardin
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La storia del luogo: come è avvenuta la trasformazione da Bernardino a St. Bernardin Resort?

Pausa attiva | 24. 09. 2019

Bernardino, un luogo con tradizione e una ricca eredità culturale

La scritta incisa sulla facciata della chiesa di San Bernardino, un tempo una chiesa maestosa e importante, ci informa della data di costruzione, dei suoi fondatori e della persona a cui è stata dedicata, e inoltre ci intriga ad andare alla scoperta di ulteriori informazioni relative a questo edificio di grande importanza culturale e religiosa.

Le fonti scritte relative alla struttura di pietra sono molto scarse e lasciano aperte numerose domande. Mentre esploriamo i resti della chiesa possiamo solamente immaginare quali misteri si nascondono negli eventi avvenuti in questo luogo, come i fratelli minori vi trascorrevano i propri giorni e cosa videro questi muri in cinquecento anni.

È un fatto indiscutibile che nel Medioevo la chiesa risvegliava il desiderio di appartenenza e connessione con motivi religiosi, dio e la chiesa. Dal punto di vista della vita all’epoca si trattava di una semplice ricerca di un senso di riparo, di sostegno e sicurezza.

Tutto ebbe inizio con il popolo romano, non credete?

Nell’epoca Romana in questa zona c’era solo verde, nelle aree protette dal vento le cosiddette ville rustiche, mentre nel golfo trovavano rifugio i marinai in un piccolo porto.  Nel quinto secolo i Romani furono sconfitti dai Barbari, dopodiché nel sesto secolo arrivarono gli Slavi, nel settimo i Bizantini, nell’ottavo i Franchi, nel nono gli Itali e nel decimo il Sacro Romano Impero, il Ducato di Carinzia e il Patriarcato di Aquileia. Nei secoli successivi la città lottò per la propria indipendenza e libertà, collaborando (o no) con la Serenissima, Ragusa e Spalato.

Gli abitanti di Pirano si distinguevano per la loro grande pietà cristiana, che ebbe un notevole ruolo nella costruzione di chiese e monasteri nel clero diocesano di Pirano e nell’accettazione di due ordini più importanti di Assisi; frati minori e francescani osservanti*.

Chi ha costruito la chiesa e il monastero del St. Bernardino?

L’iniziativa per costruire un monastero per francescani osservanti non venne da parte di alti rappresentanti della chiesa o dalle autorità, ma da una comunità dedicata e un uomo che in quel periodo divenne il primo rappresentante dell’ordine. L’eroe descritto era San Giovanni da Capestrano. Nel 1450, quando San Bernardino di Siena* fu proclamato santo a Roma (San Giovanni di Capestrano e un altro frate dell’ordine, Didak dalla Spagna, assistettero alla cerimonia), San Giovanni da Capestrano – il quale svolgeva funzioni impegnative come Vicario Generale dell'Ordine degli Osservanti – partì per la Repubblica Ceca. Durante il suo viaggio attraversò l’Istria e i Piranesi li chiesero permesso di costruire al di fuori delle mura di Pirano una chiesa dedicata al nuovo santo di Siena, San Bernardino di Siena, e un convento per i suoi fratelli osservanti.

Di cosa parla la scritta sottostante che ha salvato la chiesa?

Hanc Sacram AEdem, & Domum Religiosam

Cives Pyranenses pyssimi

Sancto Bernardino, &Fratribus Minoribus

Dedicarunt M.CCCC.LII

Nel 1451 si fermò qui San Giovanni da Capestrano (1386 – 1456), riformatore e predicatore, francescano osservante, chiamato anche “l’apostolo d’Europa”. Lasciò i Piranesi entusiasti: gli chiesero permesso di costruire al di fuori delle mura di Pirano una chiesa dedicata al nuovo santo di Siena e suo amico, San Bernardino di Siena (1380 – 1444), e un convento per i suoi fratelli osservanti. Sembra che la costruzione cominciò subito dopo il suo consenso, poiché l’edificio fu costruito in pochi mesi.  Mancavano solo pochi dettagli e i frati avrebbero potuto trasferirsi nel convento.  Tuttavia, il buon progresso dei lavori causò gelosia. Alla costruzione mancava il consenso del Papa che avrebbe annullato il divieto di Bonifacio VIII, secondo il quale ai fratelli minori non era permesso erigere un monastero se nel luogo vi era già un monastero dello stesso ordine. Gli avversari della costruzione si rivolsero al vescovo, il quale vietò il completamento del monastero. In quel periodo Papa Niccolò V inviò delle lettere speciali da Roma (esattamente il 1.7.1452), con le quali risolse la disputa senza che San Giovanni da Capestrano dovesse ottenere il consenso speciale dal Papa (il che sarebbe stato al quanto difficile, visto che San Giovanni all’epoca viveva nella Repubblica Ceca).  Il Papa incaricò il vescovo Gabriele de’ Gabrielli di portare a termine i lavori di costruzione dopo la risoluzione della disputa e di sistemare i fratelli osservanti nel monastero, il che successe nello stesso anno. L’iscrizione sulla facciata della chiesa racconta di questo evento:

È la prima chiesa al mondo dedicata a San Bernardino di Siena. La data della canonizzazione – 1452 – è incisa sulla facciata.

I luogo che scelsero per il santo edificio non poteva essere più curativo, spazioso e piacevole. Si trova in cima a una collina che da sul mare, nelle vicinanze della chiesa della Madre del Rosario e sopra l’omonimo porto: qui regna sul mare a sul carso Piranese, sulle grandi saline e le estese zone di pesca, abbracciato da verdi uliveti.

Da dove proviene il nome Bernardino?

Bernardino di Siena era un grande predicatore e un missionario del popolo. La sua tomba si trova nella chiesa di San Bernardino ad Aquila in Abruzzo. I suoi resti sono sepolti in un sarcofago nuovo e moderno, poiché il sarcofago originale finì nelle mani dell’esercito di Napoleone.  Bernardino di Siena morì il 20 maggio 1444. Tredici anni dopo la sua morte cominciò la costruzione del duomo in questa antica città. Le parti più interessanti della chiesa sono appunto la sua tomba nella cappella della nave destra, la quale fu costruita nel 1505 da Silvestro dell’Aquila, e l’altare di terracotta, opera di Andrea della Robbia.

Nel 1413 diventò custode in un piccolo monastero dei frati minori a Fiesole vicino a Firenze, dove ancora oggi si può visitare la sua cella. Sopra la porta il suo nome è scolpito in legno. In questo periodo l’Italia era pervasa dall'indifferenza religiosa e dall'immoralità, motivo per cui il missionario popolare di Siena svolgeva un duro lavoro. Dal 1417 viaggiò come predicatore di penitenza. Andava da città in città, si fermava in piazze e pulpiti e predicava la parola di Dio con dedicazione. Anche al giorno d’oggi è ricordato in numerosi santuari in Italia: nel duomo di Perugia si può vedere il pulpito da cui nel 1425 diresse una delle sue prediche più famose. A Perugia si può trovare inoltre dei rilievi in pietra nell’oratorio di San Bernardino, in fondo alla Via dei Priori, i quali mostrano la vita di questo santo. Seguendo l’esempio di San Francesco predicava amore, matrimonio e pace. Nonostante la sua severità fu così amato che fu trattato come un santo durante la sua vita. Tra i suoi studenti fu anche San Giacomo da Capestrano, il quale lo motivava e sosteneva nel suo lavoro.

Come erano la chiesa e il monastero ai tempi di Osservanti?

La nave principale della chiesa era adornata con dipinti sul soffitto, realizzati negli anni 1743 – 1745 dal pittore Veneziano Antonio Rebolo. Tra i le varie opere d’arte vi era un’altra opera importante della scuola di Vivarini, ovvero un dipinto di San Bernardino, il quale si trova oggi nella chiesa di Santa Anna a Capodistiria.

Sono note le proteste dei frati riguardo allo spostamento di queste e altre opere, tra cui numerosi libri. Il monastero aveva una ricca biblioteca con numerosi libri interessanti e importanti, i quali furono persi negli anni a venire. Il monastero di medie dimensioni disponeva anche di dormitori, cioè camere da letto, officine di lavoro, celle di clausura, dove i frati potevano svolgere diverse attività.

Il vescovo Naldini (fonte: Cerkveni krajepis Justinopolis – Koper) racconta che la chiesa era grande, aveva numerosi altari di marmo ed era decorata con diverse opere d’arte di qualità, tra cui spiccava il dipinto sull’altare di Aliseo Vivarini “Madre con bebè addormentato” (1489). Nel 1802 il barone Stefano Carneo la regalò all’imperatore Francesco II, situato a Vienna. Esiste una storia interessante riguardo a questo dipinto: nel 1968 Paolo Tedeschi pubblicò due lettere del barone Stefano (datate 1803) nel giornale La Provincia. Le lettere erano indirizzate al padre del noto poeta Isolano Besenghi degli Ughi e raccontano di come i frati avessero protestato riguardo allo spostamento del dipinto della madre con il bebè addormentato a Vienna. I frati ricevettero come consolazione una replica del dipinto senza alcun valore, il che causò nuove proteste e inoltre i frati non vollero esibirla in chiesa. Ovviamente furono rimproverati con diversi avvertimenti di cessare con comportamenti di protesta inadeguati, ma invano.

A Bernardino si trovano anche altri reperti archeologici

Durante i lavori su quasi l’intera collina di Bernardin, dal mare al sudest fino alla strada tra Pirano e Portorose sono state fatte altre scoperte archeologiche oltre alla lapide già descritta: frammenti di anfore romane e mattoni nei strati superiori delle terra. In base a queste piccole scoperte sono stati effettuati scavi di sondaggio a sudest e a est dei resti della chiesa di San Bernardino risalente al 1452. La parte più antica erano le fondamenta del chiostro del monastero francescano e il cimitero (distrutto), i quali probabilmente risalgono allo stesso periodo.

Nei dintorni furono scoperti anche i resti di una coloreria dove veniva usato il pigmento porpora (numerose conchiglie ritrovate nei pressi), pavimenti in mosaico, un sarcofago, un pozzo, mattoni, ceramica, oggetti in vetro ecc.

E la storia di oggi?

Oggi davanti alla chiesa si ferma ogni passante sia per ammirare la chiesa sia per scoprire la storia su Bernardino. Altri invece si siedono sotto gli alberi di ulivo e osservano la meravigliosa vista sul mare che si apre dalla terrazza International nei pressi dell’hotel Histrion. Sicuramente però tutti vogliono scattare una foto. La chiesa di San Bernardino è molto fotogenica: guardate alcuni di questi momenti ripresi sul nostro profilo Instagram e lasciatevi convincere da soli. Create anche voi delle storie indimenticabili delle vostre vacanze sulla costa slovena con @hotelibernardin.